
Come sarebbe andata se Runway avesse avuto un CHM?
Anna Scudellari, Co-founder AICHeM
11/05/2026
“E tu chi sei?” Probabilmente Miranda Priestly accoglierebbe unə Corporate Heritage Manager in Runway, con la sua domanda di rito e con lo sguardo sopra gli occhiali, gelido e indagatorio.
Ma come se la sono cavata senza unə CHM nell’avventura de "Il Diavolo veste Prada 2"?
Come prima cosa, la rivista ha 40 anni: lo scopriamo quando Miranda ricorda i suoi primi tempi in azienda. Si tratta di un riferimento indiscusso nel mondo della moda, ma quello che ci chiediamo è: ha un archivio?
Sappiamo che Nigel attinge da uno storage per vestire Andy di nascosto da Miranda: sarà tutto catalogato? Ci sono delle policy per la conservazione degli abiti? “Mi raccomando niente macchie”, pare essere l’unica raccomandazione, puntualmente disattesa.
Altro indizio: alle pareti ci sono delle gigantografie delle copertine storiche. Lo capiamo da una battuta di Andy, che ammira un’iconica immagine esposta, ricordando la sua esperienza come stagista in redazione all’epoca in cui fu realizzata.
Terzo indizio: in prima battuta, al suo rientro in azienda come caporedattrice, Andy viene collocata in un ufficio-magazzino, in cui si deve fare spazio tra oggetti e faldoni. Sarà l’archivio?
Lə nostrə CHM, come primo compito, dovrebbe quindi darsi da fare per capire se l’archivio esiste, dove si trova, in che condizioni è, se è stato catalogato. Solo così, potrebbe consolidare un asset determinante per la storia e la strategia aziendale.
Ci sono nel film molti elementi di crisi, analoghi a quelli che possono capitare in una qualsiasi impresa.
Il primo è determinato dall’avvento della tecnologia. Il magazine cartaceo non esite più: la rivista – ci spiega Nigel – è oramai tutta online, e ci si deve districare tra web, app e clickbait. Le cose sono molto cambiate, i budget sono ridotti, quello che conta sono le views, mentre la qualità giornalistica non sembra essere più apprezzata.
Il secondo momento di crisi è determinato da un errore editoriale: un articolo compiacente su un brand rivelatosi un luogo di sfruttamento dei lavoratori. Serve una strategia di crisis management e la scelta di Andy, come caporedattrice, è quella di “prendere posizione” attraverso articoli incentrati su argomenti dalla forte connotazione valoriale.
Il terzo momento di crisi è rappresentato dal passaggio generazionale quando, alla morte dell’Editore Irv Ravitz – il cui padre aveva assunto la giovane Miranda molti anni prima – succede il figlio Jay. L’erede non si interessa di moda e non intende investire nella rivista. Al contrario, con un gruppo di consulenti, ne pianifica la riorganizzazione, la riduzione dei budget e, con tutta probabilità, un depotenziamento finalizzato alla chiusura.
Sfidante il compito dellə nostrə Corporate Heritage Manager che, nella sua funzione di supporto all’impresa, si troverebbe ad intervenire su tutti i fronti di crisi.
Innanzitutto, per fronteggiare il cambiamento tecnologico, dovrebbe organizzare un sistema di record management, in collaborazione con un team ibrido fatto di archivisti, digital humanist e tecnici informatici, per garantire la conservazione di lungo periodo dei documenti nativi digitali. Allo stesso tempo, dovrebbe lavorare affinché le nuove tecnologie vengano integrate anche nei processi di gestione dell’Heritage.
Dovrebbe inoltre fornire alla caporedattrice un’analisi storica dei valori dell’impresa, e una descrizione motivata, per orientare la scrittura di articoli solidi, credibili e capaci di traghettare la rivista fuori dalla crisi reputazionale.
Si troverebbe poi a sostenere la Direzione nel momento del passaggio generazionale, fornendo aneddoti capaci di catturare l’attenzione della nuova proprietà, racconti sui passaggi chiave della storia aziendale, analisi sui benefici sulle comunità di riferimento, dati sui vantaggi strategici nella gestione di una rivista storica.
Per fortuna, la star Sasha Barnes conquistata dall’impronta valoriale della rivista - fatta di storia e cultura, bellezza e alta professionalità – decide di investire sull’azienda e su Runway. Ma quello che ci chiediamo è: in fase di acquisizione, qualcuno si sarà occupato di inserire l’Heritage nella due diligence?
Tirando le somme, secondo il modello narrativo di Joseph Campbell, Miranda, Andy e Nigel avrebbero trovato unə validə Aiutante in unə CHM: come braccio destro o spalla dei protagonisti, li avrebbe affiancati nell'avventura e salvati nei momenti di difficoltà.
AICHeM suggerisce l’inserimento della figura in organico a Runway, mentre la community CHM si prepara per il casting de "Il Diavolo veste Prada 3"!
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