Luigi Emanuele Di Marco, Vicepresidente AICHeM
Scripta Manent: perché è importante un Manifesto del Corporate Heritage Management
Luigi Emanuele Di Marco, Vicepresidente AICHeM
28/09/2026
Ci sono imprese che hanno alle spalle una storia lunga quanto il Paese che le ha viste nascere e crescere e altre che, pur essendo più giovani, stanno costruendo oggi l’identità con cui aspirano a diventare i nuovi champion del Made in Italy. Apparentemente lontane, condividono una stessa responsabilità: dare forma, senso e continuità alle tracce del proprio percorso.
È grazie a questa consapevolezza, sempre più diffusa, che il Corporate Heritage ha assunto una dimensione che supera la sola conservazione della memoria. Per chi possiede un’eredità consolidata significa mantenerne la concretezza, interpretandola alla luce delle trasformazioni del presente; per chi sta ancora costruendo la propria storia significa comprendere che il patrimonio di domani prende forma dalle scelte, dalle competenze, dai prodotti e dalle relazioni preservate oggi.
Un archivio, un museo, una collezione, un luogo o una testimonianza acquistano una dimensione ulteriore quando vengono ricondotti a una visione capace di inserirli in un disegno che vada oltre il presente. Mettere in relazione legacy e innovazione, identità e strategia, cultura e organizzazione permette di trasformare la profondità temporale dell’impresa in conoscenza utile a orientarne il futuro.
Il Manifesto Universale del Corporate Heritage Management nasce proprio dalla comprensione della centralità di questi temi.
Uno strumento innovativo e completo, con una rilevanza che, però, credo risieda soprattutto nel processo che lo ha generato. Socie e soci AICHeM hanno messo in comune esperienze, competenze e sensibilità differenti, costruendo attraverso il confronto una visione condivisa e dieci principi capaci di offrire coordinate a un ambito in continua evoluzione.
Un processo con cui vogliamo andare oltre il presente, inaugurando un campo di riflessione e di azione che unisca professionisti del Corporate Heritage, imprenditori, università e stakeholder territoriali di ogni impresa.
È anche questo il senso del lavoro che AICHeM sta portando avanti: contribuire a dare all’intero ecosistema che si occupa di Corporate Heritage cultura, metodo, qualità, con una prospettiva capace di parlare tanto alle imprese che custodiscono una storia consolidata quanto a quelle che stanno iniziando a scriverla.
Credo che il valore decisivo, anche quando si parla di heritage, sia la lungimiranza e che la domanda da porsi non sia quanta storia abbia un’azienda, ma che cosa scelga di fare con essa. E, dopo quasi un decennio in questo settore, durante il quale ho avuto la possibilità di confrontarmi con colleghe e colleghi che hanno maturato esperienze anche più lunghe della mia, sono convinto che la sfida sia conservare storia e valori aziendali senza immobilizzarli, interpretarli senza impoverirli, trasformarli in conoscenza e utilizzarli per costruire nuove possibilità, verso nuovi target e nuove mete.
Perché scripta manent. Restano le carte, i documenti, le testimonianze attraverso cui un’impresa rende leggibile il proprio percorso. Ma resta anche ciò che scegliamo di scrivere oggi per dare forma a quello che verrà; ed è in questa prospettiva che il Manifesto AICHeM acquista il suo significato più concreto: mettere nero su bianco una visione condivisa affinché possa diventare uno strumento nelle mani di chi, ogni giorno, interpreta, gestisce e valorizza la cultura d’impresa, contribuendo a costruire quel futuro che un giorno sarà patrimonio.
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